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La prerogativa di Trasmetal nei suoi 50
anni e più di vita è sempre stata quella di ricercare soluzioni
tecniche alternative a quelle tradizionali per ovviare ai diversi limiti
delle macchine e attrezzatture destinate al trattamento e alla finiture
delle superfici.
E’ quindi su questa fisolofia che Trasmetal si è indirizzata
verso una soluzione tecnica che ovviasse i limiti fisici delle attrezzature
elettrostatiche tradizionali.


Come idea di base l’erogatore
elettrostatico di Trasmetal avrebbe avuto un serbatoio fluidificato
dove far giungere la polvere da una pompa collocata a terra e dove
attingere la polvere stessa, caricarla ed emetterla in modo da annullare
qualsiasi effetto negativo legato al variare della distanza dell’erogatore
dal suolo. Questa soluzione avrebbe ovviato alle disomogeneità di
spessore indotta dalle altre attrezzature a causa dell’elevata escursione
verticale. |
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L’erogatore avrebbe
avuto un elevato numero di elettrodi collocabili a distanza molto
limitata fra loro e di una fenditura ininterrotta di erogazione della
polvere tale da evitare gli effetti di erogazione discontinua e le
relative interferenze fra le lame di polvere emesse dalle attrezzature
tradizionali. Questa soluzione, determinando un’emissione di
polvere a lama continua, avrebbe ovviato alle disomogeneità sull’asse
orizzontale. |
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I materiali da utilizzare, la
forma e le dimensioni avrebbero dovuto preservare l’erogatore dall’erosione
dovuta all’effetto abrasivo delle polveri
in modo da mantenerne immutate nel tempo le caratteristiche dell’erogatore
stesso minimizzando gli oneri dovuti a manutenzioni e ricambi. |
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| La quantità di
polvere erogata da ogni singolo erogatore doveva essere
paragonabile ad oltre una dozzina di apparecchiature tradizionali,
con conseguente riduzione sia delle possibili variabili da gestire
per il controllo del manufatto sia delle operazioni di manutenzione
della linea stessa. |